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sabato 3 agosto 2013

fa caldo ..oggi gamberi alla catalana

Non si può solo mangiare l'astice alla catalana.... quando ti arrivano dei gamberi fantastici perché non proporli in questo modo?



Molte persone pensano che sia un lavoraccio, nulla è più facile di questo piatto.

L'ho pensato ..visto la temperatura caldina di oggi........ ed è quasi  l'ora  dell'aperitivo

Lo calcoliamo per 3 persone? come la canzone di Gino Paoli..3 amici seduti sulla terrazza di casa....

400 gr circa di gamberi...non prendete quelli precotti .... se non potete prendere dei gamberi rossi come quelli che ho utilizzato al ristorante usate delle mazzancolle.... e se avete la fortuna di trovare degli scampi da crudo potete usare benissimo quelli.....questo per i golosi...

un po' d'olio extra vergine d'oliva..c'è chi ci mette un po' di burro..io non lo faccio!
15 circa pomodorini ciliegino
1 cipolla di tropea
1 cucchiaino di paprica dolce
peperoncino a piacere
succo di limone
sale  pepe e prezzemolo quanto basta


prendiamo subito la cipolla la tagliamo a rondelle sottili e la mettiamo in una scodella con dell'acqua calda e un bicchiere d'aceto per circa un'  oretta

di questo piatto il lavoro più difficoltoso sta nel pulire i gamberi o il crostaceo che scegliete.
In questo caso i gamberi vanno puliti, si toglie quindi la testa e si sfila il cosidetto " Budello" aiutatevi da un coltellino...

Prendete una padella e spadellate i gamberi lasciandoli con il sughetto..ricordatevi di metterci la paprika..il peperoncino.. io ..ma perché a me piace sfumarli ci metto un po' di vino bianco...ma lo faccio io non c'è nella ricetta spagnola...

prendo i pomodorini li lavo i li taglio a metà.

un bel piatto da portata..disponiamo sotto i pomodori..ci mettiamo i gamberi e le fette di cipolla..

accompagnate tutto con un buon bicchiere di vino bianco fresco... io ci bevo assieme un bel prosecco brut o un metodo classico...


 

lunedì 1 luglio 2013

Il pesce fritto e non solo

Quando si parla di fritto..tutti dicono io mangiar il  fritto...ma stiamo scherzando?
Io invece, vi posso assicurare che il fritto si mangia...si mangia sempre come se fossimo bambini, perchè alla fine il fritto piace a tutti.

Lasciando stare le classiche patatine fritte, vi prometto che tocchermo anche questo argomento, oggi parleremo del pesce fritto..

Potremmo suddividere il fritto in 4 categorie ognuna delle quali ci permette di avere un pesce fritto da oscar.
Le cose di primaria importanza sono:

1) la qualità del pesce
2) olio
3)  il punto di fumo.

Sulla qualità del pesce, non mi voglio divulgare. Una mamma di famiglia sa cosa dare ai propri cari, e , mi auguro che anche gli chef acquistino tutto di massima qualità .

Il punto di fumo dell'olio invece è un argomento che mi sta molto a cuore. L'olio è buono ma bisogna portargli rispetto. Ognuno di noi può usare l'olio che più gli aggrada per friggere. Io personalmente non uso l'olio d'oliva. Premetto che io mi lavo con prodotti all'olio d'oliva..amo mangiare pane e olio, ma, per friggere prefrisco un buon olio di arachidi ..o di girasole o perchè no di palma.

Ma che cos'è il punto di fumo?
il punto di fumo non è altro che la  temperatura alla quale l’olio comincia a fare fumo e decomporsi, sprigionando composti tossici.
Quindi perchè io Lara, non voglio usare l'olio d'oliva extra vergine per friggere?
semplicemente perchè le fritture si eseguono in olio a temperatura che va dai 170 ai 190 gradi, eccetto rarissime eccezioni che richiedono temperature più basse.
Il punto di fumo dell'olio extra vergine è a 160° .... quindi al di sotto di una buona frittura.
Inoltre, gli oli di semi o miscele per friggere in genere non hanno un sapore pronunciato, e dunque non aggiungono sapore all’alimento, viceversa sia l’oliva che a maggior ragione l’extra vergine, conferiscono al fritto un gusto particolare. Questo non vuol dire che il fritto con l’oliva sia più pesante dal punto di vista di digeribilità rispetto al fritto con semi.
Frittura  semplice o frittura con pesce infarinato:





Do per scontato che tutti quanti sappiano pulire e lavare il pesce. Quindi , dopo aver fatto questa operazione possiamo o  introdurre la farina in un sacchetto di carta e mettervi dentro i pesci, un tipo per volta; scuotere il sacchetto per amalgamarli bene con la farina,oppure, come faccio  io prendere un setaccio e unire pesce e farina  scrollarli leggermente e friggerli, pochi pezzi alla volta (altrimenti l'olio si raffredderebbe e comincerebbe a schiumare), in abbondante olio ad una temperatura non troppo alta
Con un termometro alimentare tenete sotto controllo la temperatura che come vi ho detto non deve superare di 190°

Fritto impanato:







Dopo aver passato il pesce nella farina  lo passiamo , nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, ed infine nel pangrattato; scuotere leggermente tutti i pezzi per far cadere l'eccedenza (gli elementi dell'impanatura devono essere sufficienti, ma non sovrabbondanti, quanto basta per formare una crosticina bene aderente ma non troppo spessa), e friggerli in abbondante olio ad una temperatura non troppo alta. Attenzione sempre alla temperatura....

Fritto dorato:..... io non lo consiglio per il pesce...ma c'è a chi piace!






Per ottenere un fritto dorato, tenere a bagno nel latte il trancio di pesce, passarlo quindi nella farina, che fara' da collante, ed infine nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, badando che se ne ricoprano bene; friggerlo in abbondante olio ad una temperatura non superiore ai 175°.
E' un tipo di frittura ideale per il pesce " bianco" razza...gamberi...scampi...calamari... lo eviterei per il pesce azzurro ....
Mio marito compie gli anni il 15 agosto e qualche anno fa gli ho preparato una cena con amici in piedi e fatta in stile cibo di strada... con questo metodo di frittura oltre aver fatto i gamberi e gli scampi ho cucinato delle verdure e dei formaggi.... devo dire che il risultato è stato splendido.

infine c'è il fritto in pastella






Lo dico subito..la pastella non è la tempura....

A differenza degli altri metodi di frittura per la pastella vi do le dosi.

150 g. di farina
Un bicchiere e mezzo d'acqua
Due uova
Un limone
Un pizzico di sale fino

Le quantita' suddette sono approssimativamente indicative : se necessario, bisognera' eventualmente aggiustarne le dosi fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versare in una terrina la farina e l'acqua; aggiungere il sale, i tuorli d'uovo, la buccia grattuggiata  del limone, i bianchi precedentemente montati a neve ed amalgamare bene il tutto : l'impasto deve assumere un aspetto cremoso e privo di grumi; fare riposare per 30 minuti prima dell'uso. Immergere i tranci in questa pastella e friggerli in abbondante olio caldo.

Ma, a questo punto la domanda sorge ...che differenza c'è fra tempura e frittura in pastella?

La diffrenza sta tutta sìun unico ingrediente...oltre al fatto che io non sono una giapponese!!!
ossia l'acqua frizzante ghiacciata.





Nella cucina Giapponese si riscontra una netta preferenza per i cibi crudi e leggeri ma di certo la Tempura è uno dei piatti nipponici più conosciuti al mondo.
La Tempura si può considerarla come un piatto “importato” e naturalizzato “made in Japan” ormai da quattrocento anni. Le sue origini si perdono in un lontano passato, più precisamente, nel XVI quando il Giappone, ancora molto chiuso agli scambi commerciali, visitato solo da pochi stranieri e quelli che vi approdavano erano per la maggior parte frati missionari portoghesi.
I religiosi viaggiavano portando con sé le regole imposte dal Cristianesimo tra le quali le “Quattro Tempora ” ossia i giorni del digiuno ecclesiastico, praticati ad ogni inizio di stagione. Durante questo periodo, i Gesuiti trascorrevano il proprio tempo pregando ed erano soliti preparare un piatto di fritto leggero a base di pesce e verdure in quanto era fatto loro divieto il consumo pietanze a base di carne per tutta la durata della Tempora.
I Giapponesi, da sempre amanti del pesce, appresero questa tecnica di frittura leggera e ne divennero dei  veri e propri maestri. La Tempura si tratta, in fondo, di un fritto in pastella molto simile a quello che comunemente si trova sulle nostre tavole. La differenza dai fritti “europei” consiste nella composizione della pastella stessa che viene preparata con ingredienti freddi e conservata in frigo fino al momento dell’uso. Per friggere si privilegia l’olio di semi a quello d’oliva e la temperatura deve mantenersi piuttosto bassa (circa 170°).
I segreti per cucinare un’ottima Tempura sono pochi e molto semplici:
  • usare acqua frizzante fredda, meglio se contiene dei cubetti di ghiaccio.
  • mescolare la farina facendo attenzione a lasciare dei grumi, è infatti molto importante che la pastella non sia omogenea.
  • friggere in abbondante olio, la temperatura non dovrebbe mai superare i 180° C, in una padella con i bordi alti e pochi pezzi per volta, in modo da mantenere una temperatura dell’olio costante. Se non si ha a disposizione un termometro da cucina, è sufficiente lasciare cadere una goccia di pastella. L’olio è alla giusta temperatura se la goccia frigge immediatamente restando a galla.
Per la preparazione della Tempura è possibile utilizzare una grande varietà di ingredienti, dai più tradizionali scampi e gamberi ai calamari, seppie ma anche verdura come zucchine, cipolle, peperoni ecc.

venerdì 25 gennaio 2013

Spaghetti ostriche e bottarga ....e non solo


San Valentino sta bussando nelle nostre menti e nei nostri portafogli!!!
E' oramai abitudine associare a questa data tutto un insieme di cibi afrodisiaci che dovrebbero servire a risvegliare il desiderio sessuale.
Sicuramente saprete che in realtà tutto questo è dato da odori e sapori che hanno la capacità di provocare una risposta erotica nella nostra testa 
Quali sono i piatti che possiamo cucinare per giocare con la fantasia e la creatività in più ambienti della nostra casa?
Iniziamo con un piatto dedicato a tutte quelle persone che guardano l'etichetta del bon ton ...anche a tavola...

Spaghetti ostriche e bottarga


Ingredienti:
4 ostriche
1 cucchiaio bottarga
100 grammi spaghetti
olio extra vergine q.b.
1 spicchio aglio
panna fresca q.b.
sale q.b.
Cuocere gli spaghetti, nel frattempo in una padella versate l’olio e lo spicchio d’aglio pulito, soffriggere e toglierlo. Aggiungere 3 ostriche sgusciate, mezzo cucchiaio di bottarga e un cucchiaio di acqua della pasta,fate cuocere per un minuto. Versate la pasta e mantecate il tutto.

 Impiattare e cospargere di bottarga.

Mentre, per tutti i gourmet goderecci, amanti anche di un po' di lussuria a tavola...










Cacciucco alla livornese
Ingredienti: 
500 gr di polpi di scoglio
500 gr di calamari e/o seppie
300 gr di cicale di mare oppure mazzancolle
scampi
300 gr di palombo o nocciolo
200 gr di pesce da minestra (scorfani, sparlotti, tracina, ecc.)
12 cozze
500 gr di pomodori ben maturi + un cucchiaio di conserva
un bicchiere di olio
un bicchiere di vino rosso
aglio
peperoncino
cipolla
sedano
salvia
8 fette di pane raffermo
Nel cacciucco occorrono, molte qualita' di pesce, crostacei e molluschi (almeno 12 varieta') dal polpo alla seppia, dalle cicale all’aragosta, dallo scorfano alla tracina e ai pescetti da minestra pieni di sapore e di profumo ma di lische, al palombo e al nocciolo che lische non hanno. In un grande tegame mettere la meta' dell’olio con due spicchi di aglio, la salvia e il peperoncino e appena l'aglio è imbiondito unire il polpo battuto e tagliato a pezzetti e cuocere lentamente. Aggiungere, dopo una ventina di minuti, le seppie e i calamari (anch'essi naturalmente puliti, lavati e tagliati) e continuare la cottura aggiungendo un poco il vino e quindi la conserva di pomodoro in attesa di aggiungere quello che sta cuocendo nell'altro tegame. Infatti, contemporaneamente, in un altro recipiente più piccolo mettere la cipolla, il sedano e l’aglio tutto tagliato grossolanamente con il restante olio e dopo averlo leggermente soffritto aggiungere i pesci da minestra, il pomodoro e un poco d'acqua. Bollire per cerca venti minuti quindi passare con il passatutto fine nel tegame grande. Qui, quando i molluschi saranno quasi cotti, cuocere il pesce a taglio, i crostacei e infine i frutti di mare (naturalmente il tutto ben pulito e lavato). Arrostire il pane, strusciarlo con l’aglio e sistemarlo in fondo alle scodelle singole, quindi versarvi il caciucco tiepido.


    Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge. n. 62 del 2001.

    Tutti i diritti relativi a fotografie, testi e immagini presenti su questo blog sono di nostra esclusiva proprietà (Lara Elsabetta Belgrado Barzan ) o acquistati/scaricati da siti autorizzati, come da copyright inserito. Nessuno è autorizzato all'utilizzo di alcuna foto o del testo, esso sia parziale o totale in siti o in spazi non espressamente scritti autorizzati da noi.(
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venerdì 18 gennaio 2013

Puntine di Maiale con polenta verze e patate




Ingredienti e dosi per 4 persone:
8 piccole costine di maiale
4 verzini (salsicce fresche)
1 cipolla
600 g di verza pulita e lavata
40 g di burro o olio extravergine
1 foglia d’alloro, 1 spicchio d’aglio
poco vino bianco
un mestolo di brodo di carne
sale, pepe nero
4 fette di pane di grano duro

Procedimento:
Pulire ed affettare sottilmente la cipolla; farla appassire a fuoco dolce con poco olio e burro, aglio e una foglia di alloro.
Unire le verze tagliate a pezzi; salare e pepare. Cuocere a fuoco dolce, mescolando spesso in modo tale che la verdura ceda molta della sua naturale umidità. Bagnare con poco vino bianco e proseguire la cottura sino a rendere le verze molto morbide. Se necessario bagnare con poco brodo o acqua.
Nel frattempo arrostire le costine e le salsicce in forno a 180 °C per circa 40 minuti (le salsiccia potrebbe essere già pronta dopo 20 minuti).
Tostare il pane nel forno sino a renderlo leggermente croccante; strofinarlo di aglio e condirlo con un filo di olio, come fosse una bruschetta.
Porre le fette di pane su quattro piatti caldi; adagiarvi le verze umide e completare con la salsiccia e le costine croccanti.
Servire.

Baccalà alla Vicentina



Questa è la ricetta Ufficiale del Baccalà alla Vicentina tratta dalla "Venerabile Confraternita del bacalà alla vicentina" .






Ingredienti per 12 persone:
Kg 1 di stoccafisso secco – gr. 250/300 di cipolle
1/2 litro di olio d’oliva extravergine
3 sarde sotto sale
½ litro di latte fresco – poca farina bianca
gr. 50 di formaggio grana grattugiato
un ciuffo di prezzemolo tritato
sale e pepe

Preparazione

Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni.
Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi.
Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato.
Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’ versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.
Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli.
Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare.
Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”.
Solamente l’esperienza saprà definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare ad esemplare, può differire di consistenza.
Il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servire con polenta.


Si ringrazia quindi la confraternita per questa materiale bibliografico. 


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giovedì 17 gennaio 2013

Ma che bontà




Sono in trepida attesa di avere tra le mani l'ultimo libro scritto dall'unica Geisha Gourmet della rete


 ossia della mia Amica  FRANCESCA  NEGRI






.... le geishe non autentiche le lasciamo perdere, perchè come tutte le cose copiate perdono di professionalità.

Sicuramente sarà un'altro successo editoriale centrato tutto sulla cucina di montagna, nel frattempo, da nipote di una trentina doc ( Mara Cristoforetti) e di uno zio chef oramai trentino anche lui ( Maurizio Boscolo), titolari della storica e tipica osteria trentina " El Barba"a Malè,



 dedico a tutti voi due ricette tipiche della cucina delle Dolomiti..... così dal Friuli al Trentino passando per il Veneto accontentiamo tutti!!

                                      Filetto di maiale in mantello di crauti e speck.



Pensando sempre a 4 persone..

600 gr di Filetto di maiale tagliato a tranci
40 gr di speck affettato finemente
5 fette di formaggio di malga
crauti/ verza a foglia...
olio d'oliva extra vergine Q.B.
sale, pepe Q.B.

Cospargete di sale e pepe il filetto e fatelo rosolare in una padella con un po' d'olio sino alla completa rosolatura su tutti i lati.
Mettete la carne così cucinata s'un tagliere e sistemate sopra ad ogni pezzo una fetta di formaggio e avolgete il tutto nella foglia di verza, precedentemente lavate. Una volta fatti tutti gli involtini lardellate con lo speck.

Adagiate quindi gli involtini di filetto e verza in una teglia il cui fondo è stato unto con l'olio d'oliva Informate per circa 10 minuti ad una temperatura di 160°.

Servite subito ben caldi. IO personalmente accompagno questo piatto con dei crauti e con delle patate , il tutto con un buon Masetto Nero .



                                         Canederli di ricotta con ripieno di gianduia.



Pensando sempre ai nostri 4 ospiti

Ingredienti per l'impasto:

250 gr di ricotta fresca
125 gr di farina 0
50 gr di burro
1 uovo

ingredienti per il ripieno

50 gr di cioccolato ..... io preferisco tipo gianduia
20 gr di gherigli di noci

ingredienti per l'impanatura

100 gr di pane grattuggiato
50 gr di burro
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di cannella in polvere
zucchero a velo Q.B

Iniziamo preparando la pasta dei canederli. In una ciottola sbattiamo l'uovo con il burro ammorbidito fino ad ottenere un composto schiumoso.
Aggiungiamo la ricotta, e amalgamiamo piano piano la farina . lavoriamo bene sino ad ottenere un impasto omogeneo. Mettiamo il tutto in frigo per un'oretta.
Dedichiamoci ora al ripieno.
Prendiamo un pentolino e a bagno maria faciamo sciogliere il cioccolato. Quando abbiamo ottenuto un composto cremoso e omogeneo lo togliamo dal fuoco ci uniamo le noci tritate e lasciamo raffredare il tutto . Quando l'impasto sarà freddo , formiamo delle palline di circa 2 cm di diametro, e le mettiamo a congelare.

Riprendiamo quindi la pasta che avevamo preparto inizialmente e con l'aiuto di un mattarello la stendiamo mantenendo uno spessore di cm 1, con l'aiuto di un coppa pasta creiamo dei dischi . Nel centro di ogni disco ci mettiamo la nostra pallina di cioccolato dopo di che richiudiamo il disco dandogli la classica forma del canederlo.

Mettiamo sul fuoco una pentola con dell'acqua e portiamola ad ebollizione. Saliamo l'acqua e cuciniamo i nostri canederli per circa 8 minuti.
Li scoliamo e li mettiamo s'un canovaccio pulito.

Prendiamo una padella, facciamo sciogliere il burro aggiungiamo il pane grattuggiato lo zucchero e la cannella. Mettiamo i nostri canederli in questo composto profumato e croccante, li rigiriamo bene e li serviamo subito ben caldi. A piacere  potete metterci lo zucchero a velo.

Accompagnate questo dessert con le masetto dulcis... strepitoso..




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martedì 27 novembre 2012

Il profumi del Natale alleggiano nell'aria

Ci siamo, Natale è per ogni vetrina di qualsiasi negozio..Nei ristoranti il menù è pronto .. io e Giorgio siamo pronti a partire per andare a fare gli acquisti dei regali di Natale . Venerdì partiamo per Praga, 3 giorni alla ricerca di un qualcosa di particoalre di unico..
Prima di partire però ho pensato a voi, e ai  vostri preparativi.
 Sabato assieme a Giorgio " Cuoco", abbiamo finito di pastorizzare le ultime marmellate e mostarde, pronte ad accompagnare le nostre pietanze o da regalare ai nostri e vostri Amici.
 Ho il desiderio di iniziare questo percorso gastronomico nel mondo delle mie marmellate, fornendovi degli abbinamenti che potrete voi stessi fare a casa.

Le foto che che troverete dei singoli prodotti , non sono tutte nostre, in quanto la tipografia assieme al grafico devono finirle di creare...

Mostarda D'Uva
Abbinata a caprini freschi, gorgonzola piccante, ricotte, toma piemontese,robiola di Raccaverano.

Mele cotogne piccanti.

Abbinate a parmigiano reggiano, pecorini stagionati,provolone.

Mele cotogne e pomodori verdi piccanti.


 Abbianti a grana padano, bitto,asiago staginato.

Fichi piccanti.


Abbinati a gorgonzola piccante, castelmagno,monte veronese.

Mele cotogne e pere piccanti



Abbinate a pecorini, caciocavallo,scamorza affumicata.

Pomodori rossi piccanti.



Abbinati a taleggio, caprini stagionati,valtellina casera, valle d' Aosta fromadzo.

Pomodori verdi piccanti.


 Abbinati a taleggio, fontina,asiago pressato.

Zucca piccante.



Abbinata s quartisolo, montasio Ubriachi, ( stagionati cioè nelle vinacce)

Arancia piccante.



Abbinata a gorgonzola piccante, ricotte,caprini freschi, mascarpone.

Scalogno.


abbinato a Murazzano, toma piemontese, valle d'aosta fromadzo.


domenica 11 novembre 2012

Canederli e salumi in ricordo di merano wine festival 2012



Pioggia o non pioggia a Merano per Merano wine festival siamo andati.

Dopo 2 giorni di vino e delizie gastronomiche però non potevamo andarcene senza far assaggiare alle nostre pance gogliardiche i canederli e i salumi dell'alto adige.
Ho la fortuna di avere gli zii in piena val di sole. Sono cresciuta a canederli, ma, è sempre con molta golosità che ogni volta li mangio. Devo dire poi, che c'è qualche differenza a seconda dei vari chef. Quelli di ieri erano veramente molti buoni sia in brodo sia con il burro fuso e formaggio.....i salumi parlano da soli..
Ma lo sapete che questo piatto fa parte della cucina tipica trentina e fanno parte proprio della tradizione contadina di questa meravigliosa regione italiana.
In stesso è un piatto povero, gli ingredienti principali sono il pane vecchio , lo speck, il formaggio e le uova... ma vi garantisco che è una squisitezza.

canederli per 4 persone.

Ingredienti per 4 persone:
Per i canederli:

500 g di pane raffermo, 150 g di speck tagliato a dadini, 300 g di latte, 4 uova, 50 g di grana grattugiato, 3 cucchiai di farina, 40 g di burro, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato, un pizzico di noce moscata, pangrattato, brodo di carne, sale e pepe.
Per condire:
100 g di burro, 1 spicchio d’aglio, alcune foglie di salvia, 50 g di parmigiano grattugiato.

Preparazione:Tagliare il pane a dadini ed immergerlo nel latte per due ore, avendo l’accortezza, ogni tanto, di rimescolarlo delicatamente e di tenerlo coperto.
Trascorso il tempo di riposo, unire i dadini di speck e le uova sbattute.
Mescolare, senza spappolare il pane, ed aggiungere la farina, il burro a temperatura ambiente, il prezzemolo, la noce moscata, il grana, sale e pepe.
Lasciare riposare l’impasto, coperto, per una trentina di minuti.
Con le mani infarinate o bagnate in acqua, ricavare delle palline di 4-8 cm diametro, a seconda della preferenza individuale.
Passare i canederli nella farina e lasciarli asciugare su un canovaccio infarinato.
Mettere, poi, a bollire l’acqua salata e, a bollore iniziato, immergere delicatamente i canederli.
Lasciarli bollire a fuoco basso per circa 15 minuti.
Appena saranno cotti, saliranno a galla.
Sgocciolarli con un mestolo forato e versarli in una padella in cui, precedentemente, è stato fatto sciogliere il burro, assieme ad uno spicchio d’aglio e a qualche foglia di salvia.
Cospargere, poi, i canederli di parmigiano grattugiato e servire.


Noi con questo piatto e coni salumi abbiamo assaggiato un Teroldego riserva dell'azienda Endrizzi....STREPITOSO.

venerdì 9 novembre 2012

Zuppetta di scampi cannellini e coda di rospo lardellata







INGREDIENTI per 4 persone :

16 scampi misura 8/12
60 gr. di fagioli cannellini
500 gr di polpa di pescatrice
100 gr di lardo a fettine
Cipolla tritata di media grandezza

PREPARAZIONE

Con le teste  i gusci degli scampi e la cipolla tritata  preparo un piccolo brodetto
Dopo aver fatto cucinare il tutto, aver tolto le teste  i gusci e dopo aver filtrato il liquido ottenuto,aggiungo i fagioli cannellini.
Cucinare per  4/5 minuti di cottura,centrifugo il tutto per ottenere una zuppetta non troppo liquida.
A parte faccio cuocere per 3/4 minuti i filettini di coda di rospo avvolta in una fettina sottile di lardo.
Servire il tutto ben caldo

domenica 4 novembre 2012

Gnocchi alla fonduta di raschera e Tartufo bianco d'alba

Potrei dirvi ....Magnar e Morir.....

Ingredienti per 4 persone ...dividiamo gli ingredienti per passaggi.

Allora per fare i gnocchi:
1 kg di patate da gnocchi
circa 200 gr di farina...se vedete che le patate schiacciate vi rimangono sulle mani aggiungetene un poca
4 tuorli d'uovo
1 cucchiaio d'olio

per la fonduta:
gr 250 di raschera
gr 50 di burro
1 patatina di tartufo bianco
sale e pepe

Lavate le patate e mettete a cucinare in abbondante acqua salata. Quando saranno cotte ancora da bollenti le sbucciate e le schiacciate. Se fate questa operazione con le patate calde eviterete di trovarvi con i classici "groppetti".
Una volta schiacciate le patate vi unite i tuorli d'uovo la farina. L'impasto così ottenuto lo fate riposare per un 5 minuti.
In questi 5 minuti prendete il formaggio lo tagliate a pezzettini piccoli e lo fate fondere s'un pentolino unendoci anche il burro.
Prendete l'impasto dei gnocchi lo aggiustate di sale. Dividete il tutto in tanti piccoli pezzetti. Io ho dei ricordi bellissimi di mia nomma Emma. Quand'ero piccola la nonna faceva spesso gli gnocchi ed era prassi che l'aiutassi e fare con ogni singolo pezzetto dei lunghi grissini che poi lei tagliava a sua volta nella classica forma del gnocco.
Gli gnocchi vanno cucinati in abbondante acqua salata . Man mano che vengono a galla con l'aiuto di una casseruola li tirate su e li mettete in una pirofila che la porterete al tavolo. Finita la cottura ci versate sopra la fonduta di raschera e cospargete il tutto con le lamelle di tartufo che avrete tagliato con un coltellino o con il taglia tartufo...

e che dirvi ancora ..buon appettito!!!

WALISSCHUPPA

La nostra gita nelle langhe è iniziata , oltre che nel visitare il salone del gusto , anche nell'assaporare la cucina del territorio.
Abbiamo cercato di prendere tutti piatti diversi...lo chef ci avrà detestato...ma non importa alla fine noi cuochi siamo contenti di far assaggiare le nostre pietanze. Io ho preso questa zuppa, ero curiosa di capire le differenze che c'erano con  una zuppa valdostana .
Questa meraviglia si chiama WALISSCHUPPA.
Gli ingredienti per 4 persone:
4 cipolle ....io vi consiglio quelle bianche...
400 gr di pancetta tesa
100 gr abbondanti di burro....io ho acquistato a Torino quello di Ocelli.... bello con tanta panna all'interno
400 gr di pane di segala..io ho provato a farlo con del pane tipo pugliese raffermo
1 lt di brodo di carne
150 gr di toma piemontese gratuggiata
1 pizzico di cannella
1 cucchiaino di zucchero di canna

Tagliate a fettine sottili  la cipolla , la pancetta e il pane.
Disponete il pane sulla classica teglia da forno e fatelo tostare rendendolo croccante, quindi cospargete di formaggio grattuggiato . Nel frattempo fate rosolare la cipolla e la pancetta. quando queste saranno cotte e croccanti le mettete sopra le fette di pane e cospargete ancora di formaggio . Proseguite così sino a quando non avrete finito il pane ( fate finta di star a preparare le lasagne) . Quando avete finito di fare gli strati con il pane formaggio e pancetta, prendete il brodo ci sciogliete dentro il cucchiaino di zucchero e la cannella. Versate il tutto sopra il pane e mettete in forno a gratinare a 180/200° per il tempo necessario alla gratinatura.
Servite subito , accompagnato da un buon calice di barbera...
p.s.
dimenticatevi le diete...ci penserete domani che è lunedì!

sabato 29 settembre 2012

tagliatelle con tartufo e porcini


Penserete che sono stupida a paralre di tagliatelle con porcini e tartufo, ma non è proprio così.
Possiamo paragonare il tutto alla pasta al pomodoro. Piatto tipico della nostra cucina italiana, eppure se io unisco 10 persone, avremmo 10 sughi diversi, eppure tutti fanno la pasta al pomodoro.

Oggi ho avuto la fortuna di avere tra le mani sia i porcini che del tartufo fresco.... per cui ...proprio perchè il tartufo non se lo merita è stato mangiato subito da un gruppo di amici...

Ingredienti per 5 persone :

Fettuccine 300 gr
Funghi Porcini 600 gr
Tartufo ..... il nostro di oggi pesava circa 90 gr
Olio extravergine di oliva
Sale
olio con Aglio

Preparazione :

Prendere i porcini  lavarli  e tagliarli  a pezzetti non tanto piccoli, fate cuocere a fiamma bassa girando spesso per almeno 10minuti, quindi mettete a bollire l' acqua salandola abbondantemente, a questo punto mettete le fettuccine a cuocere, seguitate a far cuocere i porcini, scolate la pasta al dente e versatela sui funghi porcini, mescolate ed amalgamate bene il tutto, quindi grattuggiate il tartufo  direttamente sulla pasta, amalgamate di nuovo il tutto.
Servite Caldo magari assieme ad un buon bicchiere di vino rosso

domenica 9 settembre 2012

sashimi di bue e foie gras ....

Volete sbalordire voi stessi e i vostri amici?
Ecco per voi una splendida soluzione. Io l'ho scoperta a Milano in questi giorni.....grazie al Macef..

Sashimi di bue e foie gras , salsa bernese ....

Ingredienti per 4 persone:
300 gr di filetto di bue
100 gr di foie gras
25 gr di pedro ximenes
25 gr di sesamo nero
sale q.b
olio extra vergine di oliva
Umeboshi..sono delle prugne giapponesi che le trovate nei negozi specializzati
foglie di misticanza...cioè insaltina

per la salsa bernese:
100 gr di scalogno
200 gr di aceto di mele o aceto bianco
2 tuorli d'uovo
200 gr di burro chiarificato
sale q.b

Marinate il foies gras con il vino dolce per 6 ore in frigorifero. Pulite il filetto e tagliarlo a carpaccio. Condire con sale, olio, e sesamo nero. Affettare il foies gras marianto sottile sulla carne per apportare il grasso mancante al filetto. Condire con piccole goccie di Umeboshi e salsa bernese.
Guarnire con la misticanza.
Per la salsa bernese: tagliare lo scalogno a jullien, metterlo in un pentolino insieme all'aceto e cuocerlo a fuoco basso, facendo ridurre di 3/4 l'aceto. In una terrina di acciaio mettere insieme i tuorli e lo scalogno all'aceto, il tutto a bagno maria. Con l'aiuto di un frustino, incorporate il burro chiarificato e aggiustare di sale.

Detto questo se vi capita di andare o passare per Milano vi consiglio di andare all' Osteria " Al pont de ferr" qui potrete conoscere il creatore di questo piatto. e' un ragazzo di 30 circa.... forse la barba lo invecchia... non è italiano ma uruguaiano. La sua bravura è quella che ha saputo combinare lo spirito della cucian tradizionale con la sua creatività.
Per stuzzicarvi questa osteria si trova sui navigli...il divertimento è assicurato.
Splendida anche la carta dei vini, che a quanto ho capito è stata studiata ed è tutt'ora seguita da una donna ...
Dimenticavo questo strabilante chef si chiama Matias Perdomo.

domenica 2 settembre 2012

Gnocchi di pomodoro , con ricotta di bufala fresca




Ingredienti per 4 persone:

kg 1,5 di pomodori pelati belli maturi
gr 100 di maizena
gr 50 di pane grattuggiato
gr 30 di formaggio reggiano 36 mesi
gr 100 di ricotta di bufalo fresca
un pizzico di sale
un mazzetto misto di basilico, timo e origano fresco.
Procedimento:
Mettere i pelati s'una pentola , cucinarli sino ad ottenere un composto senza acqua e con un peso di circa kg 1
Unire e settacciare la maizena con il grana e il pane grattuggiato.
Prendere uno stampino in silicone da pralineria.
Mettere il nostro composto nello stampino e cuocere a 100 ° per 10 minuti.
Trittare o frullare tutte le erbe unendo dell'ottimo olio d'oliva extra vergine.
disporre la salsa sul fondo del piatto . Nel centro mettere una quenelle di ricotta e disporre a fiore i nostri gnocchi di pomodoro.

Accompagniamo il tutto con un buon bicchiere di Vermentino o Aglianico fresco.

sabato 7 luglio 2012

Ma proprio buono

Quando si organizza una cena , che sia per gli amici, sia per un evento bisogna tener ben presente il food cost e l'obiettivo che si vuole raggiungere.
Il nostro di questa settimana, è quello di far conoscere attraverso una cena degustazione il mondo della ribolla spumantizzata. Ne abbiamo selezionato una decina, che , andremo ad esaltarle con un menù a doc.
L'aperitivo sarà in piedi lo accompagneremo con i nostri finger food e la classica ribolla gialla ferma.
Poi con L'antipasto ci immergeremo nel mondo della Ribolla Spumantizzata.

Antipasto: bufala su cestino di pasta filo con pomodorini confit e  zucchine




Preparare le zucchine, tagliarle a julienne e ripassarle in padella por pochi minuti con una base di olio extravergine d’oliva e scalogno….
preparare i pomodorini confit il giorno prima.
Tagliare la mozzarella di bufala a pezzettini.
Tagliare la pasta fillo in quadratini di 7 x 7 cm circa e riempire velocemente una teglia da tartelette in silicone, precedentemente imburrata e infarinata con 2 quadratini di pasta; i quadratini dovranno essere messi uno sopra l’altro in modo di formare una stella con le punte.
Pressare delicatamente al centro in modo di formare un cestino e infornare per qualche minuto.
Una volta pronti i cestini di pasta fillo, li riempiremo con le verdure e la mozzarella , per decorazione metteremo una foglia di basilico fresco.

Primo: Spaghettino alla Busara con Scampetti  pomodoro e origano fresco


In un tegame basso e largo far imbiondire l'aglio con 4 cucchiai di olio, quindi aggiungere gli scampi e lasciar insaporire 10 minuti, girando di tanto in tanto. Mettere la polpa di pomodoro e il vino, quindi lasciate cucinare per il tempo necessario alla cottura della pasta mescolando ogni tanto e aggiungendo quindi sale, pepe e peperoncino a piacere. Nel frattempo avrete fatto bollire l'acqua per gli spaghetti e li cuocerete al dente.

Secondo : Cozze e vongole alla Lara con crostoni di pane aromatizzato .




In una pentola dai bordi alti soffriggere lo spicchio d’aglio il peperoncino tagliato a listarelle e i gambi del prezzemolo. Agginugere i pomodorini tagliati a metà e saltare a fuoco vivo pochi minuti,aggiungere la passata salre poco e portare a cottura 5/8 minuti.
Versare le vongole e le cozze, dare una bella girata e aspettare che riprendano calore.
Bagnare con il vino e coprire aspettare che tutti i frutti siano aperti rimestando di tanto in tanto.
Ora che sono tutti aperti con una schimarola togliere tutti i frutti e poggiarli in una pirofila,far addensare il liquido di cottura con una manciata di pane grattuggiato dare una spolverata di prezzemolo e versare tutto il sugo sui frutti di mare.

Dolce: Fragole affogate con crema chantilly


Preparate la crema pasticcera: mettete in un tegame il latte ed aggiungete o la scorza di un limone o la stecca di vaniglia, che avrete precedentemente aperto, e privato dei semini. Se scegliete di aromatizzare la crema alla vaniglia, dovrete unire i semini del baccello allo zucchero. In una ciotola unite lo zucchero ai tuorli e girate velocemente con una frusta fino ad ottenere un composto giallo limone, aggiungete quindi l'amido setacciato e continuate a girare. Quando il latte starà per bollire, eliminate la scorza di limone o il baccello di vaniglia, e versatelo nella ciotola con il composto di uova, girate velocemente con la frusta e riportate tutto all'interno del tegame, abbassate la fiamma e continuate a girare velocemente finchè il composto non si sarà addensato. Una volta pronta, la crema, va subito tolta dal tegame e coperta con la pellicola a contatto, quindi riposta in frigorifero per farla raffreddare. Preparate la crema chantilly: montate la panna con lo zucchero, unite la crema pasticcera alla panna e mescolate dall’alto verso il basso per incorporare bene la panna alla crema pasticcera. Aggiungete le fragole tagliate a pezzetti, componete la vostra coppa con la crema e decorate con alcune fettine di fragola.


Ribolle

 Aperitivo: Puiatti , Angoris.

Per la cena: Scolaris, Bortolusso, Teresa Raiz, Poggiobello, Torre di Rosazza, Puiatti , Collavini.

Questa cena , noi mercoledì 11 luglio , la proponiamo a 35 euro
Solo su prenotazione 0434524112.


             

domenica 27 maggio 2012

Copiare i blog degli altri




Scopro oggi , che è dal 21 febbraio 2012 che non scrivo più. Il 21 febbraio di quest'anno era una splendida giornata e mi preparavo a festeggiarla con i bambini andando sulla neve...era l'ultimo giorno di carnevale. Invece si è trasformata in un incubo che solamente in questi giorni mi permette di ritornare alla normalità.
In questo periodo, di dura pemanenza in ospedale affianco a mio marito, oltre a leggere giornali e riviste, mi sono divertita a leggere internet , dove ho scoperto un mondo di asini , di ipocriti di falsi autori da far paura.
Oggi mi permetto di copiare. Mi auguro che  il sig. TAGLIAERBE meglio conosciuto anche TAGLIABLOG, mi perdonerà, ma sono veramente stanca di passare ore a trasmettere con la scrittura emozioni, profumi, che quando scopri che ci sono persone che copiano non solo i tuoi blog, ma non hanno nemmeno la decenza di cambiare una virgola............ che ti viene da dire ma tieni ..se non hai capacità intelletuali tieni copia e impara.
il blog in originale inizia con.....
“Ho letto da qualche parte che sconsigli di imitare gli altri blog di successo… puoi spiegarmi meglio il motivo?”
Forse chi mi ha scritto questa email si riferiva ad una recente intervista, nella quale dichiaravo (citando gli innumerevoli blog che iniziano per geek e finiscono per issimo) che l’imitazione non porta da nessuna parte, e la chiave del successo è invece l’originalità.
Cercherò in questo post di approfondire il tema, che (attenzione) NON è quello dei contenuti duplicati o di chi copia più o meno integralmente articoli di altri, ma quello di chi prende a modello, in modo più o meno pesante, blog e siti con una grossa notorietà.

Imitazione = comodità

L’imitazione totale è comoda.
Pianificare un blog originale, vagliare i temi da trattare e persino scegliere il nome a dominio possono essere un problema per chi non ha fantasia, creatività o semplicemente punta solo a creare un clone monetizzabile.
In effetti, bisogna ammettere che quando ci si avventura su strade inesplorate i rischi di un flop sono elevatissimi: se proprio nessuno blogga su certi argomenti, il motivo potrebbe essere infatti quello che la nicchia non è abbastanza frequentata, e/o abbastanza redditizia… poco interessante quindi investirci tempo e denaro.
Sull’altro versante, bisogna citare i (rari) casi di alcuni imitatori che riescono ad ottenere un discreto successo: JohnCow.com, imitazione parodistica del più noto JohnChow.com, nell’aprile dello scorso anno è stato venduto alla bella cifra di 50.000 dollari… non male per un blog con soli 9 mesi di vita, che poteva già contare su 1631 iscritti al feed, 40.000 utenti unici/mese e (soprattutto) revenue mensili nell’ordine dei 2.500 dollari!

I (fantastici) 4 livelli dell’imitazione

Ecco dunque che quando un emulatore addocchia un blog di successo, pensa di imitarlo integralmente, magari su tutti e 4 i livelli:
  1. nome a dominio (modificandolo solo leggermente, sfruttando di conseguenza anche il mistyping)
  2. grafica (utilizzando lo stesso tema, cosa assai frequente se il blog è su piattaforma WordPress)
  3. modo di scrivere (copiando lo stesso stile nello scrivere gli articoli e la stessa tipologia di post)
  4. contenuti (andando a coprire gli stessi identici temi, presi delle stesse identiche fonti)

Non imitare, prendi spunto!

Se esistono rarissimi casi di imitazioni ben riuscite, nella stragrande maggioranza dei casi i blog-cloni durano poche stagioni, e quindi si arenano e vengono abbandonati al loro destino.
I motivi? da un lato può esserci un eccesso di imitatori concentrati nella stessa nicchia (cosa che “diluisce” esageratamente il traffico fra i blog presenti, abbattendo di conseguenza le potenziali revenue), nonchè la presenza di alcuni “Big Blog”, con una posizione difficile da scalfire, che catalizzano la maggior parte degli utenti interessanti a quell’argomento.
Dall’altro un calo di interesse verso il blog causato dalla mancanza di passione, fattore basilare per poter andare avanti nel tempo senza troppo badare al vil denaro. E se cala l’interesse, cala inevitabilmente anche la qualità, creando un vortice assai pericoloso.
Il consiglio? non emulare un solo blog. Esplora più fonti, non solo quelle già ultrafamose. Leggi pochi blog italiani, guarda soprattutto all’estero. Prendi solo il meglio che ogni singola fonte più darti, e scarta il resto. Lasciati contaminare da più correnti, non essere integralista. Cerca di crearti un tuo stile, e un tuo brand.
In poche parole, non seguire la moda: creala

Ora detto e scritto questo.....ritorniamo all'hosteria dei golosi
Visto che tutti copiano, vediamo di dar materiale da copiare.
Come voi sapete l'Hosteria dei golosi, crea i menù del proprio ristorante , studiando per mesi le ricette, quindi i piatti che escono sono unici perchè  creati nella nostra cucina.
Per cui dopo un briefing durato ore, abbiamo deciso che il blog seguirà la filosofia del ristorante.
Vi daremo le ricette di ogni singolo piatto che troverete nel menù. In questo modo sarete sempre aggiornati e avrete modo d'imparare a fare a casa o in altri ristoranti i nostri piatti. Se avete dubbi o qualcosa non esce potete sempre contattarci o telefonicamente o scrivendoci ....

martedì 21 febbraio 2012

ultimo giorno di carnevale

Da domani tutti in quaresima..ma oggi, godiamoci ogni coriandolo possibile e immaginabile.
Allora perchè non iniziare dalla tavola?
Un menù semplice per una cena fra amici .....

Antipasto  

Cipolla ripiena  con ratatuille  di verdure su fonduta 
 e sfoglie  croccante di prosciutto crudo di Sauris. 
Primo

Fagottino  con radicchio di treviso e ricotta. Su burro nocciola e scaglie di ricotta affumicata e noci .
Secondo
  
Filettino  di maiale in crosta con  porcini e patate novelle al rosmarino.
 
A seguire .......CROSTOLI E FRITELLE IN GRAN QUANTITA'
 
Che dite iniziamo con il dare le dose per ogni piatto?
 
Ingredienti per l'antipasto...
 
 In una terrina mescolate farina, uova, sale e burro fuso.
Lavorate l'impasto e diluitelo con il latte.
Lasciatelo riposare per un'ora.
Preparate le crepes: in un padellino fate sciogliere un fiocchetto di burro e versatevi due cucchiai di pastella, facendola allargare sul fondo, cuocete le crepes da una parte e dall'altra, continuate fino a esaurimento della pastella.
Tagliate il radicchio a listarelle e insaporitelo nel burro.
Salate, pepate, bagnate con il vino e fate evaporare.
Quando  il radicchio si è raffredato , unite la ricotta  e il parmigiano grattugiato e spalmatene un po' sulle crepes, poi arrotolatele.
Chiudete  le crepes come un fagottino aiutandovi con uno spago o con dell'erba cipollina. Prendete  in una pirofila imburrata, copritele con un po' di formaggio e fate gratinare in forno preriscaldato a 180 gradi. per 5 minuti.
Cipolla ripeina  tiepida con ratatuille  di verdure su fonduta 



Ingredienti per 4 persone:

4 cipolle medie e piatte
50 gr del pane raffermo ( vecchio )
1 uovo + 1 tuorlo
10 amaretti
15 gr di pane grattuggiato
50 gr di burro
250 gr di formaggi di latteria
1 zucchina
1 peperone
1 carota
1 patata
1/2 melanzana
noce moscata q.b.
1 kg di sale grosso

Iniziamo dalle verdure, le puliamo e le tagliamo a dadini ( ratatuille) Prendiamo una padella un goccio d'olio e le facciamo saltare. devono risultere cotte ma croccanti .
Mettete le cipolle in una pirofila, copritele di sale grosso e cuocetele in forno a 200 °C per circa 1 ora. Sfornate e rompete la crosta di sale; prelevate le cipolle, pulitele esternamente, tagliate le calotte superiori e prelevate la polpa con un piccolo cucchiaio, in modo da ottenere quattro scodellini formati da due guaine di cipolla. Tagliate il formaggio a dadini, mettetelo in un pentolino, copritela con 2 dl di latte e lasciatela ammorbidire per 1 ora a temperatura ambiente. Ponete quindi il pentolino a bagnomaria e fate sciogliere completamente il formaggio. Fuori dal bagnomaria incorporate il tuorlo sbattuto e 30 g di burro, poi rimettete il pentolino a bagnomaria e mescolate fino a ottenere una fonduta cremosa e omogenea.
Tritate la polpa interna delle cipolle e amalgamatela con gli amaretti pestati, il pane ammorbidito nel rimanente latte e strizzato, l’uovo, il parmigiano e alcune grattate di noce moscata. Regolate di sale, farcite gli scodellini di cipolla, ricopriteli con le calotte e spolverizzateli con il pangrattato. Condite con qualche fiocchetto di burro e cuocete in forno caldo a 180 °C, con il grill acceso, finché si sarà formata una leggera crosticina dorata in superficie.
Quando impiattate mettete sopra alla cipolla la  fonduta di formaggio e le verdure saltate.


Fagottino  con radicchio di treviso e ricotta. Su burro nocciola e scaglie di ricotta affumicata e noci .




Ingredienti per 4 persone:


50 g di farina
4 uova
30 g di burro
1/2 bicchiere di latte
Sale
Per il ripieno:
700 g di radicchio di Treviso
30 g di burro
200 g di ricotta fresca
50 g di formaggio parmigiano o similare
1/2 bicchiere di vino rosso

Prendete una padella metteteci un 100 gr di burro e fatelo dorare. unite le noci tritate . impiattate mettendo un fagottino e del burro con noci . mangiate subito...!!

Filetto in crosta di pane con Porcini


800 gr di filetto di maiale
 

  




150 di pancetta a fette meglio quella arrotolata
Sale e pepe q.b
Olio extra vergine quanto basta
1 uovo
½ bicchiere di vino rosso
Aglio q.b
500 gr di porcini surgelati + 100 di quelli secchi
Per la pasta di pane
150 gr di farina 00
150 gr di manitoba
3 cucchiai d’olio
170 gr di acqua tiepida
1 bustina di lievito di birra secco
Sale q.b
½ cucchiaino di zucchero

Ammorbidite in acqua tiepida i funghi. Sbriciolate in una piccola ciotola il lievito e scioglietelo con l'acqua tiepida. Versate in una ciotola capiente le due farine, fate al centro un piccolo foro dove versarete l'acqua con il lievito, il sale, lo zucchero e l'olio. Mescolate bene con una forchetta, quando l'impasto tenderà ad indurirsi usate le mani, lavorate energicamente per circa 10 minuti finchè il composto sarà soffice ed elastico.
Date alla pasta la forma di una palla, con un coltello affilato praticate un taglio a croce sulla superficie, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per circa 1 ora in luogo tiepido al riparo dalle correnti. Trascorso il tempo indicato il composto avrà raddoppiato il suo volume e sarà pronto per essere utilizzato.Nel frattempo salate e pepate il filetto, infarinatelo e fatelo rosolare da entrambi i lati in una casseruola con 2 cucchiai di olio, occorreranno 15 minuti circa. Bagnate con il vino, continuate la cottura fin quando l'alcool sarà evaporato. Togliete la carne dalla casseruola e lasciatela raffreddare, nella stessa padella mettete i funghi, 1 cucchiai di olio ed 1 spicchio di aglio, fate cuocere per 20 minuti aggiustando a metà cottura con sale e pepe. Stendete la pasta di pane con uno spessore di circa 6 millimetri, distribuite sulla pasta metà delle fette di pancetta , adagiate al centro il filetto di maiale, coprite la carne con la restante parte della pancetta e chiudete il tutto con la pasta di pane sigillando bene le estremità. Se desiderate decorare la superficie della crosta di pane, quando stendete la pasta tagliate piccole forme come foglie, piccoli fiorellini o striscioline per formare delle trecce di pane e unitele con un po' di uovo sbattuto alla parte superiore del rotolo. Foderate una teglia con carta da forno, adagiatevi il filetto in crosta e infornate a 200 gradi per 15 minuti fino alla completa doratura della pasta. Nel frattempo unite i funghi messi in ammollo con quelli surgelati. Prendete una padella metteteci un goccio d'olio e uno spicchio d'aglio. Una volta imbiondito l'aglio toglietelo. Mettete i funghi e cucinateli .
Quando la parte esterna del filetto sarà dorata e croccante togliete la carne dal forno, lasciatela intiepidire per 5 minuti poi con un coltello ben affilato tagliatela a fette e servitela con i funghi.