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lunedì 1 luglio 2013

Il pesce fritto e non solo

Quando si parla di fritto..tutti dicono io mangiar il  fritto...ma stiamo scherzando?
Io invece, vi posso assicurare che il fritto si mangia...si mangia sempre come se fossimo bambini, perchè alla fine il fritto piace a tutti.

Lasciando stare le classiche patatine fritte, vi prometto che tocchermo anche questo argomento, oggi parleremo del pesce fritto..

Potremmo suddividere il fritto in 4 categorie ognuna delle quali ci permette di avere un pesce fritto da oscar.
Le cose di primaria importanza sono:

1) la qualità del pesce
2) olio
3)  il punto di fumo.

Sulla qualità del pesce, non mi voglio divulgare. Una mamma di famiglia sa cosa dare ai propri cari, e , mi auguro che anche gli chef acquistino tutto di massima qualità .

Il punto di fumo dell'olio invece è un argomento che mi sta molto a cuore. L'olio è buono ma bisogna portargli rispetto. Ognuno di noi può usare l'olio che più gli aggrada per friggere. Io personalmente non uso l'olio d'oliva. Premetto che io mi lavo con prodotti all'olio d'oliva..amo mangiare pane e olio, ma, per friggere prefrisco un buon olio di arachidi ..o di girasole o perchè no di palma.

Ma che cos'è il punto di fumo?
il punto di fumo non è altro che la  temperatura alla quale l’olio comincia a fare fumo e decomporsi, sprigionando composti tossici.
Quindi perchè io Lara, non voglio usare l'olio d'oliva extra vergine per friggere?
semplicemente perchè le fritture si eseguono in olio a temperatura che va dai 170 ai 190 gradi, eccetto rarissime eccezioni che richiedono temperature più basse.
Il punto di fumo dell'olio extra vergine è a 160° .... quindi al di sotto di una buona frittura.
Inoltre, gli oli di semi o miscele per friggere in genere non hanno un sapore pronunciato, e dunque non aggiungono sapore all’alimento, viceversa sia l’oliva che a maggior ragione l’extra vergine, conferiscono al fritto un gusto particolare. Questo non vuol dire che il fritto con l’oliva sia più pesante dal punto di vista di digeribilità rispetto al fritto con semi.
Frittura  semplice o frittura con pesce infarinato:





Do per scontato che tutti quanti sappiano pulire e lavare il pesce. Quindi , dopo aver fatto questa operazione possiamo o  introdurre la farina in un sacchetto di carta e mettervi dentro i pesci, un tipo per volta; scuotere il sacchetto per amalgamarli bene con la farina,oppure, come faccio  io prendere un setaccio e unire pesce e farina  scrollarli leggermente e friggerli, pochi pezzi alla volta (altrimenti l'olio si raffredderebbe e comincerebbe a schiumare), in abbondante olio ad una temperatura non troppo alta
Con un termometro alimentare tenete sotto controllo la temperatura che come vi ho detto non deve superare di 190°

Fritto impanato:







Dopo aver passato il pesce nella farina  lo passiamo , nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, ed infine nel pangrattato; scuotere leggermente tutti i pezzi per far cadere l'eccedenza (gli elementi dell'impanatura devono essere sufficienti, ma non sovrabbondanti, quanto basta per formare una crosticina bene aderente ma non troppo spessa), e friggerli in abbondante olio ad una temperatura non troppo alta. Attenzione sempre alla temperatura....

Fritto dorato:..... io non lo consiglio per il pesce...ma c'è a chi piace!






Per ottenere un fritto dorato, tenere a bagno nel latte il trancio di pesce, passarlo quindi nella farina, che fara' da collante, ed infine nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, badando che se ne ricoprano bene; friggerlo in abbondante olio ad una temperatura non superiore ai 175°.
E' un tipo di frittura ideale per il pesce " bianco" razza...gamberi...scampi...calamari... lo eviterei per il pesce azzurro ....
Mio marito compie gli anni il 15 agosto e qualche anno fa gli ho preparato una cena con amici in piedi e fatta in stile cibo di strada... con questo metodo di frittura oltre aver fatto i gamberi e gli scampi ho cucinato delle verdure e dei formaggi.... devo dire che il risultato è stato splendido.

infine c'è il fritto in pastella






Lo dico subito..la pastella non è la tempura....

A differenza degli altri metodi di frittura per la pastella vi do le dosi.

150 g. di farina
Un bicchiere e mezzo d'acqua
Due uova
Un limone
Un pizzico di sale fino

Le quantita' suddette sono approssimativamente indicative : se necessario, bisognera' eventualmente aggiustarne le dosi fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versare in una terrina la farina e l'acqua; aggiungere il sale, i tuorli d'uovo, la buccia grattuggiata  del limone, i bianchi precedentemente montati a neve ed amalgamare bene il tutto : l'impasto deve assumere un aspetto cremoso e privo di grumi; fare riposare per 30 minuti prima dell'uso. Immergere i tranci in questa pastella e friggerli in abbondante olio caldo.

Ma, a questo punto la domanda sorge ...che differenza c'è fra tempura e frittura in pastella?

La diffrenza sta tutta sìun unico ingrediente...oltre al fatto che io non sono una giapponese!!!
ossia l'acqua frizzante ghiacciata.





Nella cucina Giapponese si riscontra una netta preferenza per i cibi crudi e leggeri ma di certo la Tempura è uno dei piatti nipponici più conosciuti al mondo.
La Tempura si può considerarla come un piatto “importato” e naturalizzato “made in Japan” ormai da quattrocento anni. Le sue origini si perdono in un lontano passato, più precisamente, nel XVI quando il Giappone, ancora molto chiuso agli scambi commerciali, visitato solo da pochi stranieri e quelli che vi approdavano erano per la maggior parte frati missionari portoghesi.
I religiosi viaggiavano portando con sé le regole imposte dal Cristianesimo tra le quali le “Quattro Tempora ” ossia i giorni del digiuno ecclesiastico, praticati ad ogni inizio di stagione. Durante questo periodo, i Gesuiti trascorrevano il proprio tempo pregando ed erano soliti preparare un piatto di fritto leggero a base di pesce e verdure in quanto era fatto loro divieto il consumo pietanze a base di carne per tutta la durata della Tempora.
I Giapponesi, da sempre amanti del pesce, appresero questa tecnica di frittura leggera e ne divennero dei  veri e propri maestri. La Tempura si tratta, in fondo, di un fritto in pastella molto simile a quello che comunemente si trova sulle nostre tavole. La differenza dai fritti “europei” consiste nella composizione della pastella stessa che viene preparata con ingredienti freddi e conservata in frigo fino al momento dell’uso. Per friggere si privilegia l’olio di semi a quello d’oliva e la temperatura deve mantenersi piuttosto bassa (circa 170°).
I segreti per cucinare un’ottima Tempura sono pochi e molto semplici:
  • usare acqua frizzante fredda, meglio se contiene dei cubetti di ghiaccio.
  • mescolare la farina facendo attenzione a lasciare dei grumi, è infatti molto importante che la pastella non sia omogenea.
  • friggere in abbondante olio, la temperatura non dovrebbe mai superare i 180° C, in una padella con i bordi alti e pochi pezzi per volta, in modo da mantenere una temperatura dell’olio costante. Se non si ha a disposizione un termometro da cucina, è sufficiente lasciare cadere una goccia di pastella. L’olio è alla giusta temperatura se la goccia frigge immediatamente restando a galla.
Per la preparazione della Tempura è possibile utilizzare una grande varietà di ingredienti, dai più tradizionali scampi e gamberi ai calamari, seppie ma anche verdura come zucchine, cipolle, peperoni ecc.

venerdì 25 gennaio 2013

Spaghetti ostriche e bottarga ....e non solo


San Valentino sta bussando nelle nostre menti e nei nostri portafogli!!!
E' oramai abitudine associare a questa data tutto un insieme di cibi afrodisiaci che dovrebbero servire a risvegliare il desiderio sessuale.
Sicuramente saprete che in realtà tutto questo è dato da odori e sapori che hanno la capacità di provocare una risposta erotica nella nostra testa 
Quali sono i piatti che possiamo cucinare per giocare con la fantasia e la creatività in più ambienti della nostra casa?
Iniziamo con un piatto dedicato a tutte quelle persone che guardano l'etichetta del bon ton ...anche a tavola...

Spaghetti ostriche e bottarga


Ingredienti:
4 ostriche
1 cucchiaio bottarga
100 grammi spaghetti
olio extra vergine q.b.
1 spicchio aglio
panna fresca q.b.
sale q.b.
Cuocere gli spaghetti, nel frattempo in una padella versate l’olio e lo spicchio d’aglio pulito, soffriggere e toglierlo. Aggiungere 3 ostriche sgusciate, mezzo cucchiaio di bottarga e un cucchiaio di acqua della pasta,fate cuocere per un minuto. Versate la pasta e mantecate il tutto.

 Impiattare e cospargere di bottarga.

Mentre, per tutti i gourmet goderecci, amanti anche di un po' di lussuria a tavola...










Cacciucco alla livornese
Ingredienti: 
500 gr di polpi di scoglio
500 gr di calamari e/o seppie
300 gr di cicale di mare oppure mazzancolle
scampi
300 gr di palombo o nocciolo
200 gr di pesce da minestra (scorfani, sparlotti, tracina, ecc.)
12 cozze
500 gr di pomodori ben maturi + un cucchiaio di conserva
un bicchiere di olio
un bicchiere di vino rosso
aglio
peperoncino
cipolla
sedano
salvia
8 fette di pane raffermo
Nel cacciucco occorrono, molte qualita' di pesce, crostacei e molluschi (almeno 12 varieta') dal polpo alla seppia, dalle cicale all’aragosta, dallo scorfano alla tracina e ai pescetti da minestra pieni di sapore e di profumo ma di lische, al palombo e al nocciolo che lische non hanno. In un grande tegame mettere la meta' dell’olio con due spicchi di aglio, la salvia e il peperoncino e appena l'aglio è imbiondito unire il polpo battuto e tagliato a pezzetti e cuocere lentamente. Aggiungere, dopo una ventina di minuti, le seppie e i calamari (anch'essi naturalmente puliti, lavati e tagliati) e continuare la cottura aggiungendo un poco il vino e quindi la conserva di pomodoro in attesa di aggiungere quello che sta cuocendo nell'altro tegame. Infatti, contemporaneamente, in un altro recipiente più piccolo mettere la cipolla, il sedano e l’aglio tutto tagliato grossolanamente con il restante olio e dopo averlo leggermente soffritto aggiungere i pesci da minestra, il pomodoro e un poco d'acqua. Bollire per cerca venti minuti quindi passare con il passatutto fine nel tegame grande. Qui, quando i molluschi saranno quasi cotti, cuocere il pesce a taglio, i crostacei e infine i frutti di mare (naturalmente il tutto ben pulito e lavato). Arrostire il pane, strusciarlo con l’aglio e sistemarlo in fondo alle scodelle singole, quindi versarvi il caciucco tiepido.


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mercoledì 1 febbraio 2012

oggi fa proprio freddo


Io non so da voi, ma qua da me a Pordenone si gela. C'è un freddissimo vento che ti taglia letteralmente la faccia. Avendo un po' di bambini ...per chi non lo sapesse ne ho 5.... sto pensando cosa preparare a cena questa sera. Ieri sistemando la dispensa di casa, ho trovato un pacchettino di polenta taragna acquistata quest'estate in montagna.
La polenta porta sempre molta allegria a tavola. A noi, piace quella gialla, ma c'è anche bianca o come nel mio caso taragna.
La storia della polenta è antichissima e piena di annedoti. Penso che sia uno dei pochi alimenti , che ha collezionato tante storie o leggende. Pensate, che come pietanza esisteva prima della scoperta dell'America. A quei tempi non si usava il mais, ma si faceva con altri cereali, come appunto i ceci, l'orzo o le fave. Soltanto con Cristoforo Colombo la polenta si iniziò a farsi con il mais.
Ma veniamo a noi....
Questa sera preparerò per la mia banda di casa, una zuppetta d'inverno con la polenta taragna ....
Il tempo di preparazione è di 15 minuti circa ( se usate la polenta precotta, istantanea) altrimenti come nel mio caso serve una mezzoretta minimo....
Per circa 4 persone, calcolate un kg circa di minestrone di verdure ( le verdure d'inverno per fare i minestroni non mancano, ma, visto che si ha sempre poco tempo, potete utilizzare un busta di minestrone surgelato) ; un pacchettino da gr 250 di polenta...io userò quella taragna, ma voi potete utlizzare quella che più vi piace, un 50 gr circa di pancetta ( a me piace quella affumicata) un 50 gr di formaggio grattuggiato ( io uso il montasio vecchio, ma si può utilizzare il parmiggiano ) sale e pepe .
Pensando sempre che si ha poco tempo, usiamo la tecnologia.
Non è una bestialità usare la pentola a pressione, anzi, si dimezzano i tempi di cottura e le vitamine non le perdiamo. Per cui, mettiamo la verdura nella pentola a pressione la copriamo con l'acqua. IO non ci metto il sale, le verdure non hanno bisogno di ulteriore sapidità, chiudiamo il coperchio e calcoliamo 5 minuti da quando inizia a fischiare.
Cuciniamo la polenta, quindi prepariamo dell'acqua leggermente salata, e quando bolle versiamo la nostra polenta piano piano, mescolando sempre ( così non fa i gnochetti).
Nel fra tempo tagliamo la pancetta a dadini, e la facciamo rosolare. Quando sarà ben croccante, la uniamo alla polenta . Prendiamo una ciottola o una scodella per ogni commensale. Con l'aiuto di 2 cucchiai facciamo dei grossi gnocchi ovali ( detti anche quenelle ) e ci versiamo sopra il nostro caldo e profumato minestrone. Una bella spolverata di formaggio grattuggiato e una macinata di pepe fresco. Io , ci aggiungo un filo d'olio extra vergine d'oliva.
Un piatto semplice, ma che sicuramente ci riscalderà dopo il tempo siberiano di oggi.
Non dimentichiamo un buon bicchiere di vino , Noi a casa accompagneremo il tutto con un buon teroldego .