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sabato 3 agosto 2013

fa caldo ..oggi gamberi alla catalana

Non si può solo mangiare l'astice alla catalana.... quando ti arrivano dei gamberi fantastici perché non proporli in questo modo?



Molte persone pensano che sia un lavoraccio, nulla è più facile di questo piatto.

L'ho pensato ..visto la temperatura caldina di oggi........ ed è quasi  l'ora  dell'aperitivo

Lo calcoliamo per 3 persone? come la canzone di Gino Paoli..3 amici seduti sulla terrazza di casa....

400 gr circa di gamberi...non prendete quelli precotti .... se non potete prendere dei gamberi rossi come quelli che ho utilizzato al ristorante usate delle mazzancolle.... e se avete la fortuna di trovare degli scampi da crudo potete usare benissimo quelli.....questo per i golosi...

un po' d'olio extra vergine d'oliva..c'è chi ci mette un po' di burro..io non lo faccio!
15 circa pomodorini ciliegino
1 cipolla di tropea
1 cucchiaino di paprica dolce
peperoncino a piacere
succo di limone
sale  pepe e prezzemolo quanto basta


prendiamo subito la cipolla la tagliamo a rondelle sottili e la mettiamo in una scodella con dell'acqua calda e un bicchiere d'aceto per circa un'  oretta

di questo piatto il lavoro più difficoltoso sta nel pulire i gamberi o il crostaceo che scegliete.
In questo caso i gamberi vanno puliti, si toglie quindi la testa e si sfila il cosidetto " Budello" aiutatevi da un coltellino...

Prendete una padella e spadellate i gamberi lasciandoli con il sughetto..ricordatevi di metterci la paprika..il peperoncino.. io ..ma perché a me piace sfumarli ci metto un po' di vino bianco...ma lo faccio io non c'è nella ricetta spagnola...

prendo i pomodorini li lavo i li taglio a metà.

un bel piatto da portata..disponiamo sotto i pomodori..ci mettiamo i gamberi e le fette di cipolla..

accompagnate tutto con un buon bicchiere di vino bianco fresco... io ci bevo assieme un bel prosecco brut o un metodo classico...


 

lunedì 1 luglio 2013

Il pesce fritto e non solo

Quando si parla di fritto..tutti dicono io mangiar il  fritto...ma stiamo scherzando?
Io invece, vi posso assicurare che il fritto si mangia...si mangia sempre come se fossimo bambini, perchè alla fine il fritto piace a tutti.

Lasciando stare le classiche patatine fritte, vi prometto che tocchermo anche questo argomento, oggi parleremo del pesce fritto..

Potremmo suddividere il fritto in 4 categorie ognuna delle quali ci permette di avere un pesce fritto da oscar.
Le cose di primaria importanza sono:

1) la qualità del pesce
2) olio
3)  il punto di fumo.

Sulla qualità del pesce, non mi voglio divulgare. Una mamma di famiglia sa cosa dare ai propri cari, e , mi auguro che anche gli chef acquistino tutto di massima qualità .

Il punto di fumo dell'olio invece è un argomento che mi sta molto a cuore. L'olio è buono ma bisogna portargli rispetto. Ognuno di noi può usare l'olio che più gli aggrada per friggere. Io personalmente non uso l'olio d'oliva. Premetto che io mi lavo con prodotti all'olio d'oliva..amo mangiare pane e olio, ma, per friggere prefrisco un buon olio di arachidi ..o di girasole o perchè no di palma.

Ma che cos'è il punto di fumo?
il punto di fumo non è altro che la  temperatura alla quale l’olio comincia a fare fumo e decomporsi, sprigionando composti tossici.
Quindi perchè io Lara, non voglio usare l'olio d'oliva extra vergine per friggere?
semplicemente perchè le fritture si eseguono in olio a temperatura che va dai 170 ai 190 gradi, eccetto rarissime eccezioni che richiedono temperature più basse.
Il punto di fumo dell'olio extra vergine è a 160° .... quindi al di sotto di una buona frittura.
Inoltre, gli oli di semi o miscele per friggere in genere non hanno un sapore pronunciato, e dunque non aggiungono sapore all’alimento, viceversa sia l’oliva che a maggior ragione l’extra vergine, conferiscono al fritto un gusto particolare. Questo non vuol dire che il fritto con l’oliva sia più pesante dal punto di vista di digeribilità rispetto al fritto con semi.
Frittura  semplice o frittura con pesce infarinato:





Do per scontato che tutti quanti sappiano pulire e lavare il pesce. Quindi , dopo aver fatto questa operazione possiamo o  introdurre la farina in un sacchetto di carta e mettervi dentro i pesci, un tipo per volta; scuotere il sacchetto per amalgamarli bene con la farina,oppure, come faccio  io prendere un setaccio e unire pesce e farina  scrollarli leggermente e friggerli, pochi pezzi alla volta (altrimenti l'olio si raffredderebbe e comincerebbe a schiumare), in abbondante olio ad una temperatura non troppo alta
Con un termometro alimentare tenete sotto controllo la temperatura che come vi ho detto non deve superare di 190°

Fritto impanato:







Dopo aver passato il pesce nella farina  lo passiamo , nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, ed infine nel pangrattato; scuotere leggermente tutti i pezzi per far cadere l'eccedenza (gli elementi dell'impanatura devono essere sufficienti, ma non sovrabbondanti, quanto basta per formare una crosticina bene aderente ma non troppo spessa), e friggerli in abbondante olio ad una temperatura non troppo alta. Attenzione sempre alla temperatura....

Fritto dorato:..... io non lo consiglio per il pesce...ma c'è a chi piace!






Per ottenere un fritto dorato, tenere a bagno nel latte il trancio di pesce, passarlo quindi nella farina, che fara' da collante, ed infine nell'uovo sbattuto con un pizzico di sale, badando che se ne ricoprano bene; friggerlo in abbondante olio ad una temperatura non superiore ai 175°.
E' un tipo di frittura ideale per il pesce " bianco" razza...gamberi...scampi...calamari... lo eviterei per il pesce azzurro ....
Mio marito compie gli anni il 15 agosto e qualche anno fa gli ho preparato una cena con amici in piedi e fatta in stile cibo di strada... con questo metodo di frittura oltre aver fatto i gamberi e gli scampi ho cucinato delle verdure e dei formaggi.... devo dire che il risultato è stato splendido.

infine c'è il fritto in pastella






Lo dico subito..la pastella non è la tempura....

A differenza degli altri metodi di frittura per la pastella vi do le dosi.

150 g. di farina
Un bicchiere e mezzo d'acqua
Due uova
Un limone
Un pizzico di sale fino

Le quantita' suddette sono approssimativamente indicative : se necessario, bisognera' eventualmente aggiustarne le dosi fino ad ottenere un impasto omogeneo.
Versare in una terrina la farina e l'acqua; aggiungere il sale, i tuorli d'uovo, la buccia grattuggiata  del limone, i bianchi precedentemente montati a neve ed amalgamare bene il tutto : l'impasto deve assumere un aspetto cremoso e privo di grumi; fare riposare per 30 minuti prima dell'uso. Immergere i tranci in questa pastella e friggerli in abbondante olio caldo.

Ma, a questo punto la domanda sorge ...che differenza c'è fra tempura e frittura in pastella?

La diffrenza sta tutta sìun unico ingrediente...oltre al fatto che io non sono una giapponese!!!
ossia l'acqua frizzante ghiacciata.





Nella cucina Giapponese si riscontra una netta preferenza per i cibi crudi e leggeri ma di certo la Tempura è uno dei piatti nipponici più conosciuti al mondo.
La Tempura si può considerarla come un piatto “importato” e naturalizzato “made in Japan” ormai da quattrocento anni. Le sue origini si perdono in un lontano passato, più precisamente, nel XVI quando il Giappone, ancora molto chiuso agli scambi commerciali, visitato solo da pochi stranieri e quelli che vi approdavano erano per la maggior parte frati missionari portoghesi.
I religiosi viaggiavano portando con sé le regole imposte dal Cristianesimo tra le quali le “Quattro Tempora ” ossia i giorni del digiuno ecclesiastico, praticati ad ogni inizio di stagione. Durante questo periodo, i Gesuiti trascorrevano il proprio tempo pregando ed erano soliti preparare un piatto di fritto leggero a base di pesce e verdure in quanto era fatto loro divieto il consumo pietanze a base di carne per tutta la durata della Tempora.
I Giapponesi, da sempre amanti del pesce, appresero questa tecnica di frittura leggera e ne divennero dei  veri e propri maestri. La Tempura si tratta, in fondo, di un fritto in pastella molto simile a quello che comunemente si trova sulle nostre tavole. La differenza dai fritti “europei” consiste nella composizione della pastella stessa che viene preparata con ingredienti freddi e conservata in frigo fino al momento dell’uso. Per friggere si privilegia l’olio di semi a quello d’oliva e la temperatura deve mantenersi piuttosto bassa (circa 170°).
I segreti per cucinare un’ottima Tempura sono pochi e molto semplici:
  • usare acqua frizzante fredda, meglio se contiene dei cubetti di ghiaccio.
  • mescolare la farina facendo attenzione a lasciare dei grumi, è infatti molto importante che la pastella non sia omogenea.
  • friggere in abbondante olio, la temperatura non dovrebbe mai superare i 180° C, in una padella con i bordi alti e pochi pezzi per volta, in modo da mantenere una temperatura dell’olio costante. Se non si ha a disposizione un termometro da cucina, è sufficiente lasciare cadere una goccia di pastella. L’olio è alla giusta temperatura se la goccia frigge immediatamente restando a galla.
Per la preparazione della Tempura è possibile utilizzare una grande varietà di ingredienti, dai più tradizionali scampi e gamberi ai calamari, seppie ma anche verdura come zucchine, cipolle, peperoni ecc.

venerdì 25 gennaio 2013

Spaghetti ostriche e bottarga ....e non solo


San Valentino sta bussando nelle nostre menti e nei nostri portafogli!!!
E' oramai abitudine associare a questa data tutto un insieme di cibi afrodisiaci che dovrebbero servire a risvegliare il desiderio sessuale.
Sicuramente saprete che in realtà tutto questo è dato da odori e sapori che hanno la capacità di provocare una risposta erotica nella nostra testa 
Quali sono i piatti che possiamo cucinare per giocare con la fantasia e la creatività in più ambienti della nostra casa?
Iniziamo con un piatto dedicato a tutte quelle persone che guardano l'etichetta del bon ton ...anche a tavola...

Spaghetti ostriche e bottarga


Ingredienti:
4 ostriche
1 cucchiaio bottarga
100 grammi spaghetti
olio extra vergine q.b.
1 spicchio aglio
panna fresca q.b.
sale q.b.
Cuocere gli spaghetti, nel frattempo in una padella versate l’olio e lo spicchio d’aglio pulito, soffriggere e toglierlo. Aggiungere 3 ostriche sgusciate, mezzo cucchiaio di bottarga e un cucchiaio di acqua della pasta,fate cuocere per un minuto. Versate la pasta e mantecate il tutto.

 Impiattare e cospargere di bottarga.

Mentre, per tutti i gourmet goderecci, amanti anche di un po' di lussuria a tavola...










Cacciucco alla livornese
Ingredienti: 
500 gr di polpi di scoglio
500 gr di calamari e/o seppie
300 gr di cicale di mare oppure mazzancolle
scampi
300 gr di palombo o nocciolo
200 gr di pesce da minestra (scorfani, sparlotti, tracina, ecc.)
12 cozze
500 gr di pomodori ben maturi + un cucchiaio di conserva
un bicchiere di olio
un bicchiere di vino rosso
aglio
peperoncino
cipolla
sedano
salvia
8 fette di pane raffermo
Nel cacciucco occorrono, molte qualita' di pesce, crostacei e molluschi (almeno 12 varieta') dal polpo alla seppia, dalle cicale all’aragosta, dallo scorfano alla tracina e ai pescetti da minestra pieni di sapore e di profumo ma di lische, al palombo e al nocciolo che lische non hanno. In un grande tegame mettere la meta' dell’olio con due spicchi di aglio, la salvia e il peperoncino e appena l'aglio è imbiondito unire il polpo battuto e tagliato a pezzetti e cuocere lentamente. Aggiungere, dopo una ventina di minuti, le seppie e i calamari (anch'essi naturalmente puliti, lavati e tagliati) e continuare la cottura aggiungendo un poco il vino e quindi la conserva di pomodoro in attesa di aggiungere quello che sta cuocendo nell'altro tegame. Infatti, contemporaneamente, in un altro recipiente più piccolo mettere la cipolla, il sedano e l’aglio tutto tagliato grossolanamente con il restante olio e dopo averlo leggermente soffritto aggiungere i pesci da minestra, il pomodoro e un poco d'acqua. Bollire per cerca venti minuti quindi passare con il passatutto fine nel tegame grande. Qui, quando i molluschi saranno quasi cotti, cuocere il pesce a taglio, i crostacei e infine i frutti di mare (naturalmente il tutto ben pulito e lavato). Arrostire il pane, strusciarlo con l’aglio e sistemarlo in fondo alle scodelle singole, quindi versarvi il caciucco tiepido.


    Questo blog non costituisce una testata giornalistica. Non ha carattere periodico ed è aggiornato secondo la disponibilità e la reperibilità dei materiali. Pertanto non può essere considerato in alcun modo un prodotto editoriale ai sensi della Legge. n. 62 del 2001.

    Tutti i diritti relativi a fotografie, testi e immagini presenti su questo blog sono di nostra esclusiva proprietà (Lara Elsabetta Belgrado Barzan ) o acquistati/scaricati da siti autorizzati, come da copyright inserito. Nessuno è autorizzato all'utilizzo di alcuna foto o del testo, esso sia parziale o totale in siti o in spazi non espressamente scritti autorizzati da noi.(
    Tutela della pagina web e di tutta la proprietà intelletuale;L. 248/00,e la'rt. 6 L. 633/41)

venerdì 18 gennaio 2013

Puntine di Maiale con polenta verze e patate




Ingredienti e dosi per 4 persone:
8 piccole costine di maiale
4 verzini (salsicce fresche)
1 cipolla
600 g di verza pulita e lavata
40 g di burro o olio extravergine
1 foglia d’alloro, 1 spicchio d’aglio
poco vino bianco
un mestolo di brodo di carne
sale, pepe nero
4 fette di pane di grano duro

Procedimento:
Pulire ed affettare sottilmente la cipolla; farla appassire a fuoco dolce con poco olio e burro, aglio e una foglia di alloro.
Unire le verze tagliate a pezzi; salare e pepare. Cuocere a fuoco dolce, mescolando spesso in modo tale che la verdura ceda molta della sua naturale umidità. Bagnare con poco vino bianco e proseguire la cottura sino a rendere le verze molto morbide. Se necessario bagnare con poco brodo o acqua.
Nel frattempo arrostire le costine e le salsicce in forno a 180 °C per circa 40 minuti (le salsiccia potrebbe essere già pronta dopo 20 minuti).
Tostare il pane nel forno sino a renderlo leggermente croccante; strofinarlo di aglio e condirlo con un filo di olio, come fosse una bruschetta.
Porre le fette di pane su quattro piatti caldi; adagiarvi le verze umide e completare con la salsiccia e le costine croccanti.
Servire.

Baccalà alla Vicentina



Questa è la ricetta Ufficiale del Baccalà alla Vicentina tratta dalla "Venerabile Confraternita del bacalà alla vicentina" .






Ingredienti per 12 persone:
Kg 1 di stoccafisso secco – gr. 250/300 di cipolle
1/2 litro di olio d’oliva extravergine
3 sarde sotto sale
½ litro di latte fresco – poca farina bianca
gr. 50 di formaggio grana grattugiato
un ciuffo di prezzemolo tritato
sale e pepe

Preparazione

Ammollare lo stoccafisso, già ben battuto, in acqua fredda, cambiandola ogni 4 ore, per 2-3 giorni.
Aprire il pesce per lungo, togliere la lisca e tutte le spine. Tagliarlo a pezzi.
Affettare finemente le cipolle; rosolarle in un tegamino con un bicchiere d’olio, aggiungere le sarde sotto sale, e tagliate a pezzetti; per ultimo, a fuoco spento, unire il prezzemolo tritato.
Infarinare i vari pezzi di stoccafisso, irrorati con il soffritto preparato, poi disporli uno accanto all’altro, in un tegame di cotto o alluminio oppure in una pirofila (sul cui fondo si sara’ versata, prima, qualche cucchiaiata di soffritto); ricoprire il pesce con il resto del soffritto, aggiungendo anche il latte, il grana grattugiato, il sale, il pepe.
Unire l’olio fino a ricoprire tutti i pezzi, livellandoli.
Cuocere a fuoco molto dolce per circa 4 ore e mezzo, muovendo ogni tanto il recipiente in senso rotatorio, senza mai mescolare.
Questa fase di cottura, in termine “vicentino” si chiama “pipare”.
Solamente l’esperienza saprà definire l’esatta cottura dello stoccafisso che, da esemplare ad esemplare, può differire di consistenza.
Il baccalà alla vicentina è ottimo anche dopo un riposo di 12/24 ore. Servire con polenta.


Si ringrazia quindi la confraternita per questa materiale bibliografico. 


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domenica 9 settembre 2012

sashimi di bue e foie gras ....

Volete sbalordire voi stessi e i vostri amici?
Ecco per voi una splendida soluzione. Io l'ho scoperta a Milano in questi giorni.....grazie al Macef..

Sashimi di bue e foie gras , salsa bernese ....

Ingredienti per 4 persone:
300 gr di filetto di bue
100 gr di foie gras
25 gr di pedro ximenes
25 gr di sesamo nero
sale q.b
olio extra vergine di oliva
Umeboshi..sono delle prugne giapponesi che le trovate nei negozi specializzati
foglie di misticanza...cioè insaltina

per la salsa bernese:
100 gr di scalogno
200 gr di aceto di mele o aceto bianco
2 tuorli d'uovo
200 gr di burro chiarificato
sale q.b

Marinate il foies gras con il vino dolce per 6 ore in frigorifero. Pulite il filetto e tagliarlo a carpaccio. Condire con sale, olio, e sesamo nero. Affettare il foies gras marianto sottile sulla carne per apportare il grasso mancante al filetto. Condire con piccole goccie di Umeboshi e salsa bernese.
Guarnire con la misticanza.
Per la salsa bernese: tagliare lo scalogno a jullien, metterlo in un pentolino insieme all'aceto e cuocerlo a fuoco basso, facendo ridurre di 3/4 l'aceto. In una terrina di acciaio mettere insieme i tuorli e lo scalogno all'aceto, il tutto a bagno maria. Con l'aiuto di un frustino, incorporate il burro chiarificato e aggiustare di sale.

Detto questo se vi capita di andare o passare per Milano vi consiglio di andare all' Osteria " Al pont de ferr" qui potrete conoscere il creatore di questo piatto. e' un ragazzo di 30 circa.... forse la barba lo invecchia... non è italiano ma uruguaiano. La sua bravura è quella che ha saputo combinare lo spirito della cucian tradizionale con la sua creatività.
Per stuzzicarvi questa osteria si trova sui navigli...il divertimento è assicurato.
Splendida anche la carta dei vini, che a quanto ho capito è stata studiata ed è tutt'ora seguita da una donna ...
Dimenticavo questo strabilante chef si chiama Matias Perdomo.

martedì 21 febbraio 2012

ultimo giorno di carnevale

Da domani tutti in quaresima..ma oggi, godiamoci ogni coriandolo possibile e immaginabile.
Allora perchè non iniziare dalla tavola?
Un menù semplice per una cena fra amici .....

Antipasto  

Cipolla ripiena  con ratatuille  di verdure su fonduta 
 e sfoglie  croccante di prosciutto crudo di Sauris. 
Primo

Fagottino  con radicchio di treviso e ricotta. Su burro nocciola e scaglie di ricotta affumicata e noci .
Secondo
  
Filettino  di maiale in crosta con  porcini e patate novelle al rosmarino.
 
A seguire .......CROSTOLI E FRITELLE IN GRAN QUANTITA'
 
Che dite iniziamo con il dare le dose per ogni piatto?
 
Ingredienti per l'antipasto...
 
 In una terrina mescolate farina, uova, sale e burro fuso.
Lavorate l'impasto e diluitelo con il latte.
Lasciatelo riposare per un'ora.
Preparate le crepes: in un padellino fate sciogliere un fiocchetto di burro e versatevi due cucchiai di pastella, facendola allargare sul fondo, cuocete le crepes da una parte e dall'altra, continuate fino a esaurimento della pastella.
Tagliate il radicchio a listarelle e insaporitelo nel burro.
Salate, pepate, bagnate con il vino e fate evaporare.
Quando  il radicchio si è raffredato , unite la ricotta  e il parmigiano grattugiato e spalmatene un po' sulle crepes, poi arrotolatele.
Chiudete  le crepes come un fagottino aiutandovi con uno spago o con dell'erba cipollina. Prendete  in una pirofila imburrata, copritele con un po' di formaggio e fate gratinare in forno preriscaldato a 180 gradi. per 5 minuti.
Cipolla ripeina  tiepida con ratatuille  di verdure su fonduta 



Ingredienti per 4 persone:

4 cipolle medie e piatte
50 gr del pane raffermo ( vecchio )
1 uovo + 1 tuorlo
10 amaretti
15 gr di pane grattuggiato
50 gr di burro
250 gr di formaggi di latteria
1 zucchina
1 peperone
1 carota
1 patata
1/2 melanzana
noce moscata q.b.
1 kg di sale grosso

Iniziamo dalle verdure, le puliamo e le tagliamo a dadini ( ratatuille) Prendiamo una padella un goccio d'olio e le facciamo saltare. devono risultere cotte ma croccanti .
Mettete le cipolle in una pirofila, copritele di sale grosso e cuocetele in forno a 200 °C per circa 1 ora. Sfornate e rompete la crosta di sale; prelevate le cipolle, pulitele esternamente, tagliate le calotte superiori e prelevate la polpa con un piccolo cucchiaio, in modo da ottenere quattro scodellini formati da due guaine di cipolla. Tagliate il formaggio a dadini, mettetelo in un pentolino, copritela con 2 dl di latte e lasciatela ammorbidire per 1 ora a temperatura ambiente. Ponete quindi il pentolino a bagnomaria e fate sciogliere completamente il formaggio. Fuori dal bagnomaria incorporate il tuorlo sbattuto e 30 g di burro, poi rimettete il pentolino a bagnomaria e mescolate fino a ottenere una fonduta cremosa e omogenea.
Tritate la polpa interna delle cipolle e amalgamatela con gli amaretti pestati, il pane ammorbidito nel rimanente latte e strizzato, l’uovo, il parmigiano e alcune grattate di noce moscata. Regolate di sale, farcite gli scodellini di cipolla, ricopriteli con le calotte e spolverizzateli con il pangrattato. Condite con qualche fiocchetto di burro e cuocete in forno caldo a 180 °C, con il grill acceso, finché si sarà formata una leggera crosticina dorata in superficie.
Quando impiattate mettete sopra alla cipolla la  fonduta di formaggio e le verdure saltate.


Fagottino  con radicchio di treviso e ricotta. Su burro nocciola e scaglie di ricotta affumicata e noci .




Ingredienti per 4 persone:


50 g di farina
4 uova
30 g di burro
1/2 bicchiere di latte
Sale
Per il ripieno:
700 g di radicchio di Treviso
30 g di burro
200 g di ricotta fresca
50 g di formaggio parmigiano o similare
1/2 bicchiere di vino rosso

Prendete una padella metteteci un 100 gr di burro e fatelo dorare. unite le noci tritate . impiattate mettendo un fagottino e del burro con noci . mangiate subito...!!

Filetto in crosta di pane con Porcini


800 gr di filetto di maiale
 

  




150 di pancetta a fette meglio quella arrotolata
Sale e pepe q.b
Olio extra vergine quanto basta
1 uovo
½ bicchiere di vino rosso
Aglio q.b
500 gr di porcini surgelati + 100 di quelli secchi
Per la pasta di pane
150 gr di farina 00
150 gr di manitoba
3 cucchiai d’olio
170 gr di acqua tiepida
1 bustina di lievito di birra secco
Sale q.b
½ cucchiaino di zucchero

Ammorbidite in acqua tiepida i funghi. Sbriciolate in una piccola ciotola il lievito e scioglietelo con l'acqua tiepida. Versate in una ciotola capiente le due farine, fate al centro un piccolo foro dove versarete l'acqua con il lievito, il sale, lo zucchero e l'olio. Mescolate bene con una forchetta, quando l'impasto tenderà ad indurirsi usate le mani, lavorate energicamente per circa 10 minuti finchè il composto sarà soffice ed elastico.
Date alla pasta la forma di una palla, con un coltello affilato praticate un taglio a croce sulla superficie, coprite con un canovaccio e lasciate riposare per circa 1 ora in luogo tiepido al riparo dalle correnti. Trascorso il tempo indicato il composto avrà raddoppiato il suo volume e sarà pronto per essere utilizzato.Nel frattempo salate e pepate il filetto, infarinatelo e fatelo rosolare da entrambi i lati in una casseruola con 2 cucchiai di olio, occorreranno 15 minuti circa. Bagnate con il vino, continuate la cottura fin quando l'alcool sarà evaporato. Togliete la carne dalla casseruola e lasciatela raffreddare, nella stessa padella mettete i funghi, 1 cucchiai di olio ed 1 spicchio di aglio, fate cuocere per 20 minuti aggiustando a metà cottura con sale e pepe. Stendete la pasta di pane con uno spessore di circa 6 millimetri, distribuite sulla pasta metà delle fette di pancetta , adagiate al centro il filetto di maiale, coprite la carne con la restante parte della pancetta e chiudete il tutto con la pasta di pane sigillando bene le estremità. Se desiderate decorare la superficie della crosta di pane, quando stendete la pasta tagliate piccole forme come foglie, piccoli fiorellini o striscioline per formare delle trecce di pane e unitele con un po' di uovo sbattuto alla parte superiore del rotolo. Foderate una teglia con carta da forno, adagiatevi il filetto in crosta e infornate a 200 gradi per 15 minuti fino alla completa doratura della pasta. Nel frattempo unite i funghi messi in ammollo con quelli surgelati. Prendete una padella metteteci un goccio d'olio e uno spicchio d'aglio. Una volta imbiondito l'aglio toglietelo. Mettete i funghi e cucinateli .
Quando la parte esterna del filetto sarà dorata e croccante togliete la carne dal forno, lasciatela intiepidire per 5 minuti poi con un coltello ben affilato tagliatela a fette e servitela con i funghi.

venerdì 17 febbraio 2012

Insalata di cuori di carciofo









Il carciofo per me è un fiore meraviglioso, e mi ripeto, con la parola fiore. Ma lo avete mai guardato? mamma natura lo ha creato in un modo fantastico. Lo possiamo utilizzare sia per delle composizioni floreali sia per prepare degli ottimi piatti.
Oggi, visto che è una splendida giornata , e la temperatura si è leggermente alzata, avrei pensato ad una insalata di carciofi, e con le foglie che togliamo prepariamo una base o per un risottino casareccio o per un crema di verdura.







allora per l'insalta di carciofi abbiamo bisogno:
2 bei carciofi , freschi e carnosi,
qualche fogliolina di menta,
un peperoncino rosso fresco ,
 pinoli un cucchiaio
un po' di prezzemolo tritato
un cucchianino da caffè di miele
1 limone ( utlizzeremo il suo succo)
1 cucchiaio di aceto di mele ...se non lo avete utilizzate pure dell'aceto bianco
olio d'oliva extra vergine d'oliva
sale e pepe

Togliamo dai carciofi le foglie più esterne, tagliomo le punte del carciofo e puliamo i gambi .
Le foglie che abbiamo tolto , assieme alle punte le mettiamo s'una pentola con dell'acqua a bollire.....
Tagliamo i cuori dei carciofi a metà e poi ancora a metà per tanto ora avremo 8 spicchi totali di carciofi.
Se nel cuore del carciofo vediamo la cosidetta barba, io consiglio di toglierla. Per non far annerire i nostri spicchi li mettiamo in un contenitore con dell'acqua dove avremo versato del succo di limone.

Ora , prendiamo una ciottolina, ci mettiamo il cucchiaino di miele, il cucchiaino di aceto di mele, il prezzemolo, e un pizzico di sale. Con l'aiuto di una forchetta amalgamiamo bene tutti gli ingredienti e facciamo sciogliere soprattutto il miele.
Prendiamo i nostri cuori di carciofi dall'acqua e li mettiamo ad asciugare s'un canovaccio.
Ora abbiamo due possibilità. O utlizziamo i cuori di carciofi così a spicchi oppure ogni spicchio lo tagliamo a jullien.
Quando avremmo scelto, prendiamo i nostri cariofi li mettiamo s'un piatto di portata e li condiamo con la salsina che abbiamo preparato. Utilizziamo le foglioline di menta , i pinoli, e il peproncino tagliato a pezzetti per guarnire il piatto.

Costi: 1 euro a carciofo, e 1 altro euro per utti gli altri ingredienti.
Ci accompagniamo del vino? In questo caso direi proprio di no. Abbiamo scelto un insalata di carciofi crudi. I carciofi sono molto ricchi di ferro, e mangiandoli crudi l'unico accompagnamento idilliaco e della buona acqua.

Al contrario invece, se i carciofi li usate cotti , potete abbinarci sia del vino bianco che del vino rosso. e' una verdura che sta bene sia con il pesce che con la carne, quindi anche il vino sarà a seconda della pietanza di accompagnamento.

Ora, le foglie che abbiamo tolto dai carciofi stanno ancora bollendo? mi auguro che si siano cotte...

le prendiamo e con l'aiuto di un passa verdura, le settaciamo, la cremina che ne uscirà sarà ideale per preparare un risottino , mgari aggiungenfo della salsiccia, oppure aggiungendo dei porri e delle patate potrete farne una crema.

Ma lo sapete che i carciofi soo un ottimo rimedio antistress?



Chi non ricorda la pubblicita' di un famoso liquore a base di carciofo che promette di combattere lo stress della vita moderna? Non è dato sapere se i consumatori si sentano realmente più calmi dopo un bicchierino dell'amaro, per certo esistono diversi studi scientifici che dimostrano una serie di effetti positivi legati all'assunzione della cinarina, il principio attivo contenuto nelle foglie e nel succo della pianta. Il primo è quello antidispeptico, in particolare coleretico, un altro è la capacità di ridurre la lipemia, in particolare la quantità totale e la frazione LDL del colesterolo e i trigliceridi. Non è ancora chiaro il meccanismo d'azione ma sembrerebbe che gli ingredienti attivi siano alcuni acidi capaci di stimolare a livello epatico la promozione della circolazione sanguigna, la mobilizzazione di energie di riserva, l'aumento degli epatociti con un doppio nucleo, l'aumento del RNA contenuto nelle cellule epatiche, e l'attivazione della mitosi cellulare. Se si vogliono fare in casa rimedi a base di carciofo si possono preparare tinture, vino e decotti adatti per le disfunzioni epatiche e biliari, contro reumatismi, artrite e gotta. Il decotto è adatto anche per impacchi e lavaggi per la pulizia della pelle del volto.

giovedì 9 febbraio 2012

Posta per san valentino





Qualche giorno fa, un'amica di facebook mi hai chiesto aiuto per la cena di San valentino
Gli ho fatto questa proposta...ma penso che possa servire come spunto anche ad altri appasionati di cucina  Per cui come ho detto a lei ,prendete quello che vi scrivo con le pinze, ma ....., Questa persona vive in toscana, ma si può fare in tutta Italia
in toscana come nel resto delle regioni italiane  ci sono  delle cose buonissime, per cui potresti abbinare più specialità regionali , sia dal punto di vista enologico, che gastronomico. Iniziamo con il dire che cibo è = a erotismo, ed è vero che siamo quello cha mangiamo. Ipotizziamo un menù a base di pesce. Per iniziare un buon prosecchino. io ti propongo una glera in purezza di Bellenda. costo della bottiglia euro 12,00. Per antipasto, facciamo solleticare il palato, una tartare di ricciola o di branzino, ( quindi tagliata al coltello in due bastano 150 gr... costo dal pescivendolo non più di 10 euro) condita solo con del buon olio extra vergine e qualche goccia di glassa di aceto balsamico il tutto bevuto con una buon verdicchio o vermetnino oppure con una bella malvasia istriana costo medio delle 2 bottilgie euro 15/18 l'una. Poi, io farei un raviolo aperto. per cui prendi nel reparto della pasta fresca la sfoglia di giovanni rana, la fai lessare e da fredda tagli ogni foglio in due . a parte fai saltare un ragout di pesce ... per cui se prendi un po' di più di pesce della tartare è più che sufficente, metti la pasta un po' di raguout in bianco ancora la pasta e in cima una bella capsanta leggermente flambata. un giro d'oilio buono e una spruzzata di prezzemolo fresco. 1 capasanta costa circa 3 euro quindi totale spesa per il primo 8,00 .. vino o finite quello dell'antipasto o un buon friulano ; per secondo un buon calamaro/totano ripieno con delle puntarelle. costo fra calamaro e puntarelle 10 euro. ci puoi accompagnare una ribolla tranquilla . Non farei il dolce, ma farei un gioco con la cioccolata. o in funduta con la frutta, oppure un po di degustazione accompgnata da un picolit. totale cena a base di pesce per due euro 90 euro proprio per non farsi mancare nulla..
menù a base di carne:
beh l'aperitivo con la glera ( euro 12) come antipasto fare del radicchio di treviso stufato su polentina morbida in mezzo una fettina di salame fresco saltato all'aceto balsamico totale euro 6, ci accompagnerei un buon terrano o refosco dal penducolo ( euro 18) per primo fare due gnochetti di patate conditi con ricotta affumicata susine e noci , posso benissimo bere il refosco o il terrano; per secondo farei una guancetta brasata al vino rosso, con delle semplicissime patate al vapore. la carne costa una cavolata ossia a guancetta non più di 4 euro quindi in due sei a 8 euro. Ci bevo il terrano oppure un boun merlot del colio euro 18. come dolce fare i il gioco come per il pesce.

sabato 4 febbraio 2012

Ma in una cena quante portate servono?



Non posso parlarvi di food cost, perchè vi annoierei, quando si ricevono ospiti a casa, è una gioia condividere le ore che si trascoreranno assieme... In un ristorante si cerca di calcolare il costo della materia , sommate ad altre voci e studiando una giusta grammatura per poter offrire ai nostri clienti una carellata di piatti che inizino dall'antipasto e finiscono con il dolce. Ma a casa, quante volte ci troviamo nel dilemma di chiederci quanti pietanze devo cucinare per questa sera? Io vi sottolineo una cosa ...qua la dico e qua la nego.... se è una cena che vi sta sul " gorgozzo" fate tanto da mangiare ..così i vostri ospiti si abbiocheranno e se ne andranno presto ...detto questo vi suggerisco di non fare porzioni  troppo grandi, saranno i vostri amici a chiedervi il bis.
ricordatevi di non esagerare con gli antipasti o ancor peggio con gli stuzzicchini dell'aperitivo....
se fate una grigliata , alle persone andrà circa un gr 180 di carne o di pesce
se fate un brasato o una carne a lunga cottura invece una persona ne mangerà meno ossia circa 150 gr
per i contorni invece considerate 80 gr a persona

Ora invece quello che vi scrivo deve diventare un vangelo............. sempre se volete


1- i gnocchi, gli stufati, le torte salate e molti altri si possono prepare prima , quindi potete metterli in congelatore l'importante è che li scongeliate nel frigorifero e che li scaldiate prima di servirli;
2- quando preparate i tramezzini per l'aperitivo, fra uno strato e l'altro mettete un foglio di pellicola per alimenti . Questa farà si che non si seccano
3- l'insalata lavatela sempre prima di metterla in frigorifero, ma avolgetela prima in una carta inumidita e infilatela dentro un sacchetto, e solamente dopo queste operazione mettela in frigo, in questo modo si manterrà fresca e croccante.
4- la carne rossa tiratela fuori dal frigo una mezzoretta prima di cucinarla.
5- sempre parlando di carne, se fate un' arrosto, alla mattina fate una cottura per sigillarne le fibre , poi la lasciate raffreddare, prima di metterla in frigorifero. La cottura sarà terminata alla sera, in questo modo per casa nn ci sarà ne fumo ne odori di cottura sgradevoli.
6- il pesce andrebbe pulito e lavato prima di metterlo in frigorifero. Inoltre andrebbe avvolto in stracci, non usate la pellicola, perchè lo fa trasudare
7- se cucinate piatti con le spezie tipo il curry o la curcuma, cucinateli anche due giorni prima ..... diventono più buoni, ma, sigillateli bene prima di metterli in frigo, evitate di contaminare gli altri cibi con il loro profumo
8- Se fate delle verdure a foglia verde cotte, sbollentatele al mattino , ma non ultimate la cottura e ghiaccaitele subito, in questo modo non perderanno il loro colore vivace e nemmeno la croccantezza.
9- i dolci preparateli per tempo , riponeteli in un lugo fresco.